L’altra faccia

Rubrica scritta a 6 mani; un viaggio tra l’ordinario e lo straordinario nelle demenze; il mondo di chi con-vive con l’Alzheimer raccontato con autenticità e possibilità.

Lavoro ormai da 14 anni a contatto con persone che con-vivono con la demenza e le loro famiglie. I primi anni, quando svolgevo la professione in ospedale, presso un Centro Disturbi Cognitivi, usavamo un “criterio diagnostico” informale, che più o meno recitava così: “se ti dicono che hanno l’Alzheimer, allora è probabile che siano sani, perché quando ce l’hanno non se ne rendono conto”.
Ebbene, oggi la situazione sta cambiando. Sono sempre di più le persone che con-vivono con la demenza ad essere coscienti della propria malattia e a desiderare di poterne parlare apertamente. Ovviamente, questo mutamento non ha a che fare con l’Alzheimer, che in sé e per sé è sempre la stessa condizione. Ciò che sta avvenendo ha a che fare con un’apertura ambientale: l’ambiente relazionale che circonda le persone che con-vivono con la demenza ha iniziato ad essere più disponibile ad ascoltare. Se sarai fortunato, quando dirai: “Sento che qualcosa in me non va, sento la testa confusa e spesso mi sfuggono dalla mente ricordi o parole, o perdo il filo del discorso”, medici, infermieri, psicologi, familiari e conoscenti non correranno ai ripari dicendo: “Non ti preoccupare, capita a tutti, anch’io a volte non ricordo le cose, tu non pensarci!”. Se sarai fortunato, ti diranno che è vero, capita tutto questo alle persone che con-vivono con la demenza, ma che aldilà di questo c’è tutta una vita che ti aspetta, fatta di attimi da assaporare con intensità nel qui ed ora, perché le emozioni… sono quelle a colorare l’esistenza e sono anche quelle che non ti abbandoneranno mai. Poi magari ti inviteranno a fare una passeggiata.
Ripeto, se sarai fortunato, perché questo modo di guardare alla demenza è ancora troppo poco diffuso, generalmente non fa parte della nostra cultura. Ecco perché sento l’urgenza che sempre più persone, famiglie, professionisti e organizzazioni socio-sanitarie conoscano il Sente-Mente® Project come modello terapeutico che s-vela la Bellezza in sé stessi, nella malattia, nelle difficoltà delle persone e delle organizzazioni.
Ecco perché desidero farti leggere ciò che ho scritto a 6 mani insieme a due persone straordinarie: un viaggio tra l’ordinario e lo straordinario nelle demenze; il mondo di chi con-vive con l’Alzheimer raccontato con autenticità e possibilità. Buona lettura!

Se sei curioso di sapere di più sul Sente-Mente® Project visita il sito della sua ideatrice Letizia Espanoli www.letiziaespanoli.com/sente-mente

Alzheimer demenza sente-mente

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Nel secondo numero parliamo di cuore e tempi di attenzione 02 LAF 12-07-17