Cos’è il benessere? Aldilà di ogni definizione formale, è sicuramente una condizione che tutti ci auguriamo di raggiungere nella vita. Come fare, questo però rimane per molti un mistero. Aspiriamo ad un buon lavoro, poi quando l’abbiamo ce ne lamentiamo; bramiamo più denaro, ma la felicità non si compra; se bastasse la salute, come recita il famoso detto, non si spiegherebbero né coloro che sono in piena forma fisica ma sono tormentati da mille problemi, né coloro che convivono con malattie o disabilità importanti e nonostante questo si sentono appagati e carichi di energie positive.

Da una parte, è vero che la sensazione di benessere soggettivo ha una base genetica. Dall’altra, è possibile incrementare quella quota di felicità che compete a noi, alle nostre valutazioni. In poche parole, puoi imparare a costruire il tuo benessere, indipendentemente dagli eventi della vita, e la Psicologia Positiva può insegnarti come fare.

Pensa ad esempio alle emozioni positive, come la gratitudine, l’apprezzamento, lo stupore o la tenerezza. Quando provi uno di questi stati d’animo il tuo benessere aumenta. Sappi che puoi allenarti ad aumentare il tempo che passi vivendo emozioni positive, in vari modi: ad esempio imparando a prestare maggiore attenzione a ciò che di bello ti capita, oppure a riportare alla mente i momenti in cui le hai provate.

Un altro aspetto molto importante che contribuisce a creare benessere è la qualità delle nostre relazioni sociali. Quando ti capita di avere rapporti controversi, immagina per un attimo che tutto questo non dipenda unicamente dal “brutto carattere” dell’uomo o dell’altro; riconosci il tuo ruolo nella creazione delle tue relazioni e, senza scomodare inutili sensi di colpa, chiediti: “Cosa posso fare per migliorare il mio rapporto con questa persona?”. Potresti anche pensare che di quel tizio non ti interessa, ma se per qualche motivo sei portato a vederlo (potrebbe essere un tuo collega o un tuo familiare), probabilmente conviene molto anche a te avere una relazione più soddisfacente.

Se essere di buonumore o avere relazioni positive ti sembrano ingredienti importanti per il benessere, ma non ti ho stupito, proverò a farlo ora presentandoti i risultati di una ricerca che mi ha affascinato.

Conosci il detto “Non dire mai tutto quello che pensi, ma pensa sempre tutto ciò che dici”?

Qualcuno potrebbe pensare che questa frase sia una incitazione all’opportunismo o uno stratagemma per chi non vuole essere chiaro, onesto, trasparente e sincero. Secondo qualcun altro invece è un buon consiglio per essere più saggi. Una recente ricerca, presentata da Martin Seligman in persona, ha preso in esame le parole che un vasto gruppo di persone ha usato spontaneamente ed è arrivata ad una conclusione importante: ciò che diciamo ha una forte influenza sulla nostra salute.

Hai mai fatto caso alle parole che usi quando scrivi il tuo stato su Facebook o su Twitter? È incredibile a pensarci: le nostre parole sono generate da noi stessi ma spesso non ne siamo totalmente consapevoli. Eppure le parole che usiamo sono in grado di predire il nostro destino. Lo dice Martin Seligman, che non solo è Professore di Psicologia all’Università statunitense della Pennsylvania, ma anche il padre della Psicologia Positiva, nonché uno dei più eminenti psicologi contemporanei. Egli ha analizzato le parole usate nei tweet di una regione degli Stati Uniti. Le ha divise per la loro connotazione positiva o negativa (ad esempio amare è positiva mentre odiare è negativa). Ha poi posizionato sulla mappa della regione i luoghi da cui provenivano più parole parole positive (colore verde) e negative (colore rosso) e l’ha messa in relazione con la percentuale di infarti avvenuti in quella stessa regione (vedi Fig. 1). Le zone in cui sono avvenuti infarti sono colorate in rosso nella mappa a sinistra, mentre la mappa a destra rappresenta la distribuzione di parole positive e negative. Non ti sembra che le distribuzioni dei colori siano davvero molto simili nelle due mappe?! Questo significa che la quantità di parole positive o negative che le persone usano è in grado di predire il rischio di infarto con un’accuratezza del 67%, ovvero in maniera più precisa dell’analisi dei fattori di rischio medici. Avere l’abitudine ad usare parole negative equivale a fumare 2 pacchetti di sigarette al giorno, per quanto riguarda lo sviluppo di fattori di rischio cardio-vascolare.

Dunque, se ci tieni al tuo cuore, consulta il medico, cura l’alimentazione ed il movimento fisico, ma presta attenzione anche alle tue parole. Di seguito, un semplice ma efficace esercizio di Psicologia Positiva che può salvarti la vita.

Il diario positivo

La nostra mente è programmata dall’evoluzione ad individuare e registrare gli eventi negativi, ciò che ci va storto. Tutto questo ha un significato importante se mangiamo un cibo che ci fa male e ce ne ricordiamo per imparare da questa esperienza negativa; ma nella vita quotidiana questa tendenza è una vera e propria trappola per la mente. Diventa fin troppo automatico sottolineare il negativo ed esprimerlo a parole. Ecco allora che diventa importante che tu riprenda il controllo volontario sulla tua attenzione, su cosa ti focalizzi. Comincia con questo esercizio.

Prendi un bel quaderno o una bella agenda ed ogni sera scrivi almeno tre cose positive, tre eventi che sono andati bene nell’arco della tua giornata. Impegnati ogni giorno a focalizzarti su qualcosa di diverso. Forse all’inizio non sarà facile trovarle, ti sembrerà di non aver avuto una giornata così tanto ricca e felice. Ti chiedo di non arrenderti e di sforzarti di trovare almeno tre episodi o situazioni da appuntare. Non è necessario che si tratti di eventi eclatanti, spesso basta prestare attenzione ad un gesto di gentilezza ricevuto o ad un sorriso… Ricorda che il semplice fatto di essere ancora vivo è già un fatto positivo e per niente scontato sul quale ogni tanto vale la pena focalizzarsi!

Questo esercizio ha importanti effetti sul miglioramento del tono dell’umore e della qualità del sonno. Inoltre, scrivere parole positive, ormai lo sai, aiuta a prevenire le malattie cardiovascolari.